E' online il numero di maggio 2008.

Or sono vent’anni Giovanni Paolo II inviava al mondo una Lettera Enciclica che avrebbe suscitato un interesse enorme: la Muieris Dignitatem. Da allora molto è stato scritto e molto è stato detto. E ancora su di essa, l’enciclica, e quindi, su la  donna, si continua a scrivere. Lo fa anche la nostra rivista in questo numero del mese di maggio richiamandosi giustamente a Maria nostra “geniale” sorella, come la definisce la Direttrice M. Marcellina Pedico nell’Editoriale.

E nel Dossier, sotto il titolo «Alcune donne ci hanno sconvolti», espressione tratta dal Vangelo di Luca (24,22), sono raccolti cinque studi, pensati ed elaborati tenendo presente la prospettiva biblica (Lilia Sebastiani, Rosanna Virgili), ecclesiologica (Cettina Militello), mariologica (Bernardo Antonini), antropologica (Marcella Farina). Completa questo itinerario interdisciplinare la riflessione sul recente Convegno programmato dal Pontificio Consiglio per i Laici sulla vocazione e missione della donna (Luciagnese Cedrone).

Gli altri interventi che arricchiscono il numero parlano del ‘ritorno a Gerusalemme”, la città in cui gli apostoli saranno testimoni nel nome e in forza di Gesù, alla quale fa ritorno anche Paolo, l’apostolo dei gentili, la città-madre per la quale egli nutre un amore viscerale e alla quale è bene in qualche modo tornare tutti per trovarvi la sorgente zampillante della propria fede e della propria intera esistenza. Lo scrive Caterina Caracciolo. Mario Maritano, presenta la figura e l’opera di Atanasio, vescovo di Alessandria, colonna della Chiesa, perché difensore della fede cristiana, non solo, ma anche propagatore del monachesimo. Francesco Lambiasi, in un articolo chiaro e fortemente provocatorio risponde alla domanda: Che ora segna l’orologio della storia? Concretamente in una edonistica, quale è quella che si va diffondendo, per la vita consacrata è più che mai l’ora della povertà, della castità, e dell’obbedienza. Solo così si potrà rifare l’aggancio della libertà con la verità. (b.m.) Non manca l’intervento di Teresa Braccio con la presentazione del film Mio fratello è figlio unico e le segnalazioni librarie e audiovisive di Luciagnese Cedrone (b.m.).

 

 

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E inoltre...
 

Non perdere il supplemento di febbraio 2008

Innamorate e felici

Crediamo nel valore evangelizzatore della testimonianza; per questo presentiamo questo supplemento alla rivista Consacrazione e Servizio dal titolo Innamorate e felici riportando quanto scrive la Direttrice sr. M. Marcellina Pedico, nella Presentazione:

Chi sono le innamorate?, e di chi? Felici, perché? Il titolo suggestivo: Innamorate e felici posto in copertina al piccolo libro t’invita a scoprirne i volti, a conifere i nomi, a carpire il segreto di tanta felicità, perché quando c’è di mezzo l’amore ci si sente subito coinvolti. Il sottotitolo: Dieci storie di donne consacrate delimita il campo. Dunque, -per dirla con le parole dell’Autore, mons. Francesco Lambiasi già Assistente generale dell’ACI e attuale vescovo di Rimini  - si parla in queste pagine di una dolcissima litania di religiose dei nostri giorni “innamorate e felici” – e perciò sante. Basta scorrere le pagine e si rimane affascinati da queste donne umili, coraggiose, ricche di fede, colme di gioia. Alcune giovanissime, altre meno giovani, tutte donne dal cuore di spose innamorate. Felici di aver creduto all’amore e di essersi ‘votate’ ad una vita offerta senza riserve e senza calcoli.

Mi piace far scorrere davanti a noi queste religiose con le stesse parole con cui l’autore le descrive. “Non ho paura. Amo” (Monica Cima, clarissa). “Mi sento come grano che si lascia macinare per diventare pane” (Cecilia Andorno, apostolina). “Non posso non donare” (Maria Laura Mainetti, Figlia della Croce), “Sono felice di Gesù, di Dio, di tutto. Sento su di me uno sguardo d’infinito Amore” (Alessandra Macajone, agostiniana). “Vorrei essere come un asciugamano in cui possono asciugarsi la faccia il povero, la prostituta, il carcerato” (Teresilla Barillà, delle Serve di Maria Riparatrici). “Il Buon Pastore mi ha rapito il cuore” (Rosalba Smedili, Figlia della Chiesa). “Gesù mi ha chiamato e mi ha indicato la via: sono pronta a seguirlo, confidando nel suo amore” (Laura Pelizza, suora di Maria Bambina). “Perdono, perdono, perdono. Con cuore semplice e gioioso ho dato tutto”  (Leonella Sgorbati, missionaria della Consolata), “Ma che sposa fortunata sono mai” (Rita Dametto, salesiana). “Amare con una misura senza misura”  (le sei “Poverelle” di Bergamo).

Come non lasciarci provocare da queste testimonianze di vita?

Un grazie riconoscente a mons. Francesco Lambiasi che ha presentato i dieci profili nel 2007 sulla rivista Consacrazione e Servizio e ora qui raccolti in volume quale dono prezioso del Centro Studi dell’USMI in occasiona della Giornata Mondiale della Vita Consacrata.

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Governare con Sapienza
Religiose e servizio dell'autorità

 

All’interno della realtà sapienziale, governare significa pensare con la Sapienza, cioè entrare, partecipare alla visione che Dio ha sulle persone, sulle singole suore che ci sono affidate, e governare. Governare significa far sì che si realizzi la visione divina. È questo il vostro servizio di governo. Io non sono mai stato superiore e sono, in questo senso, un uomo libero, per cui posso parlarvi liberamente. Governare significa partecipare in qualche modo alla visione sapienziale che Dio ha avuto creando le persone. Dio ha rivolto ad ognuna una parola: quale? La Sua visione coincide con la vocazione di ognuno, con la chiamata alla vita, non è una cosa astratta perché - lo abbiamo visto - si condensa in Cristo. Vive nella Chiesa. Ha un esemplare unico nella Madre di Dio, che molti autori, nei primi tempi della Chiesa, vedevano come "Sede della Sapienza". La Sapienza non ha bisogno di una sede, di un trono di marmo. Sede della Sapienza è la persona vivente in Cristo.

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50 anni nella storia per animare il cammino della vita apostolica e religiosa femminile
 



 

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Modificato mercoledì 07 maggio 2008
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